PMI, a Cagliari confronto sui capitali per la crescita
01/06/2026
Piccole e medie imprese, credito, mercati finanziari e capitali alternativi sono stati al centro del seminario nazionale “Capitali per la crescita – Verso un nuovo ecosistema finanziario delle PMI”, ospitato oggi nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Cagliari. L’iniziativa ha riunito accademici, rappresentanti del sistema bancario, istituzioni e operatori finanziari per discutere come stanno cambiando i fabbisogni delle imprese italiane e perché il modello fondato quasi esclusivamente sul credito bancario non sia più sufficiente ad accompagnare digitalizzazione, transizione ecologica e competizione internazionale.
Credito, rischio e linguaggio comune per le imprese
Ad aprire i lavori sono stati il prorettore vicario Gianni Fenu e Riccardo De Lisa, organizzatore del convegno. Il seminario ha posto subito l’accento sulla necessità di costruire un nuovo rapporto tra PMI, banche, mercati e strumenti finanziari complementari, in un contesto nel quale l’accesso alle risorse diventa una condizione decisiva per innovare, crescere e competere.
Particolarmente attesa la sessione keynote con Paolo Savona ed Edward I. Altman, introdotti dal professor De Lisa. Altman, conosciuto a livello internazionale per il modello “Z-Score” per la previsione del rischio d’impresa, ha richiamato il bisogno di maggiore formazione finanziaria nelle piccole e medie imprese.
Secondo Altman, le PMI devono comprendere meglio come banche e istituzioni finanziarie valutano il loro profilo di rischio. Il punto centrale, ha spiegato, è costruire un linguaggio comune del credito, fondato su una parola chiave: rating. Solo attraverso una maggiore consapevolezza dei criteri di valutazione, le imprese possono dialogare in modo più efficace con finanziatori e mercati.
Savona: “AI e criptovalute cambieranno la finanza”
Nel suo intervento, Paolo Savona ha indicato due fenomeni destinati a incidere profondamente sul futuro della finanza: criptovalute e intelligenza artificiale. Savona ha richiamato la propria esperienza nell’econometria, osservando però che gli strumenti tradizionali non bastano più a descrivere i cambiamenti attuali, perché fondati sull’idea che il futuro funzioni secondo logiche simili al passato.
Oggi, ha sottolineato, questa continuità non è più garantita. Anche i bilanci, ha osservato, sono sempre più costruiti attraverso algoritmi, e le società di consulenza si occupano ormai anche della validazione di quei sistemi. Un passaggio che apre questioni nuove sulla trasparenza, sulla qualità dei dati e sulla capacità delle imprese di governare la trasformazione digitale.
Savona ha però richiamato anche le risorse disponibili in Italia. Il problema, ha spiegato, non è sempre la mancanza di capitali enormi, ma la capacità di valorizzare le competenze culturali e tecnologiche interne, evitando forme di esterofilia e di dipendenza tecnologica che rischiano di indebolire il sistema produttivo.
Banche, mercati e capitali alternativi
Nel corso della mattinata si è svolta anche una tavola rotonda dedicata al rapporto tra banche, mercati e capitali alternativi, con gli interventi di Davide Grignani, Chiara Calibeo, Giovanni Cuniberti e Antonio Tilocca.
Il confronto ha messo in evidenza la necessità di ampliare gli strumenti a disposizione delle PMI, favorendo canali di finanziamento complementari rispetto al credito bancario tradizionale. Minibond, private debt, capitale di rischio, garanzie, strumenti fintech e forme ibride possono contribuire a rendere più flessibile l’accesso alle risorse, soprattutto per imprese impegnate in percorsi di innovazione e crescita dimensionale.
Tra i temi affrontati anche la diffusione della cultura finanziaria tra imprenditori e manager. La capacità di presentare correttamente un progetto, leggere il proprio profilo di rischio, costruire una governance adeguata e dialogare con investitori esterni diventa infatti parte integrante della competitività aziendale.
Verso un ecosistema finanziario sardo
La parte finale del seminario è stata dedicata al Tavolo istituzionale sulla costruzione di un ecosistema finanziario sardo. Al confronto hanno partecipato rappresentanti dell’università, del sistema camerale, del credito e della finanza regionale, con l’obiettivo di ragionare su un modello condiviso a supporto delle imprese del territorio.
La Sardegna, come molte altre aree del Paese, ha bisogno di rafforzare gli strumenti di accesso al capitale e di costruire reti più solide tra sistema produttivo, istituzioni finanziarie e mondo della ricerca. Il seminario ha indicato alcune direttrici: modelli di governance condivisa, indicatori comuni per monitorare l’accesso delle PMI a fonti alternative, maggiore coordinamento tra attori pubblici e privati e sviluppo di competenze finanziarie diffuse.
L’incontro di Cagliari ha quindi aperto una riflessione che va oltre il singolo evento. La sfida è costruire un ecosistema capace di accompagnare le imprese nelle transizioni in corso, riducendo la dipendenza da un solo canale di finanziamento e favorendo una crescita più solida, innovativa e sostenibile.
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