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Cagliari, al Palazzo Regio il seminario FIDAL su donne e sport

22/04/2026

Cagliari, al Palazzo Regio il seminario FIDAL su donne e sport

Il rapporto tra donne e sport, letto attraverso i diritti, la fisiologia, la rappresentanza e l’accesso ai ruoli decisionali, è stato al centro del seminario “Donne e sport: spesse opportunità, infiniti talenti tra diritto, fisiologia e performance”, ospitato sabato al Palazzo Regio di Cagliari. L’iniziativa, promossa dalla Federazione italiana di atletica leggera e dal Centro Studi, con il patrocinio di CONI Sardegna, Regione, Città Metropolitana di Cagliari, Comune di Cagliari e Università degli Studi di Cagliari, ha riunito istituzioni, mondo sportivo e accademico attorno a un tema che continua a interrogare l’organizzazione dello sport italiano.

Il confronto a Cagliari tra diritti, ruoli tecnici e parità di genere

Nei saluti istituzionali, affidati al presidente regionale del CONI Bruno Perra, all’assessora comunale alla Pubblica istruzione, sostegno allo studio e alla conoscenza Giulia Andreozzi e alla presidente regionale della FIDAL Manuela Caddeo, è emersa una linea condivisa: serve un impegno più netto per abbattere i pregiudizi di genere che ancora limitano la presenza femminile nello sport, soprattutto nei ruoli tecnici e negli spazi in cui si assumono decisioni.

Il seminario ha messo in evidenza un dato che attraversa discipline diverse: le atlete hanno conquistato visibilità, risultati e riconoscimento, ma la loro presenza resta ridotta quando si passa dall’attività agonistica alla guida delle strutture, alla formazione tecnica, alla gestione federale e alla costruzione delle politiche sportive. Il confronto si è mosso proprio su questo crinale, tra progressi consolidati e ostacoli che continuano a frenare una piena parità di opportunità.

Levorato: “Le donne sono ancora pochissime dove si decide”

A fotografare il quadro nazionale è stata Manuela Levorato, ex velocista azzurra, oggi vicepresidente nazionale della FIDAL e presidente della commissione federale per la parità di genere. Il suo intervento ha preso avvio dalle storie di Lea Pericoli, Deborah Compagnoni e Bebe Vio, richiamate come esempi di talento e tenacia, capaci di segnare tappe significative nel cammino verso un equilibrio più avanzato tra uomini e donne nello sport.

Levorato ha definito quello sportivo un paradosso: un ambito che rientra tra i diritti fondamentali, ma nel quale le donne continuano a essere poche nel settore tecnico e quasi assenti nei luoghi dove si decide davvero. Ha osservato inoltre come anche molte atlete protagoniste di carriere di alto livello tendano poi a scomparire dalla scena organizzativa e dirigenziale, senza che il sistema riesca a valorizzarne fino in fondo esperienza, competenze e autorevolezza.

Tra le cause richiamate figurano la mancanza di tempo, la carenza di strutture adeguate, la percezione di una scarsa inclusività, la debolezza dei percorsi dedicati e la ridotta rappresentatività. Un peso specifico, nel ragionamento proposto durante il seminario, viene attribuito anche al modo in cui i media raccontano lo sport femminile, con una narrazione che spesso finisce per accentuare le differenze di genere invece di restituire pienamente competenze, risultati e ruolo pubblico delle protagoniste. Su questo fronte, la commissione federale sta lavorando sia sul linguaggio sia sulla formazione, nel tentativo di ridurre un divario che non riguarda soltanto i numeri ma anche la percezione culturale del fenomeno.

L’Università di Cagliari: avanti sulla pluralità dei modelli femminili

A rappresentare l’Università degli Studi di Cagliari è stata Ester Cois, delegata del rettore Francesco Mola per l’uguaglianza di genere. Nel suo intervento ha proposto una lettura di lungo periodo, sottolineando come la presenza delle donne nello sport agonistico sia cambiata in modo profondo, pur restando segnato da disuguaglianze ancora aperte.

Secondo Cois, si percepisce un avanzamento significativo sia nell’immaginario collettivo sia nella partecipazione, con la performance femminile che tende a non essere più letta come eccezione. Tra gli elementi più rilevanti del cambiamento c’è anche il progressivo superamento di un unico modello di donna nello sport, sostituito da una valorizzazione della pluralità, delle specificità e delle capacità individuali. In questo quadro, l’atletica è stata indicata come un caso virtuoso, capace di offrire esempi importanti non soltanto per i risultati agonistici, ma anche per la rappresentanza organizzativa e per i modelli di leadership emersi al suo interno.

Dal seminario di Cagliari arriva così una fotografia netta: il percorso compiuto è rilevante, ma il terreno della parità resta aperto proprio nei punti in cui si costruiscono opportunità, carriere e riconoscimento istituzionale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.