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Prima Repubblica, a Cagliari il lessico diventa storia

26/05/2026

Prima Repubblica, a Cagliari il lessico diventa storia

Il linguaggio politico della Prima Repubblica è stato al centro del convegno “Lessico e parole della «Prima Repubblica»”, ospitato nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Cagliari. L’incontro ha riunito studiosi di storia, linguistica, comunicazione politica e analisi dei dati per ricostruire, attraverso le parole dei protagonisti dell’Italia repubblicana, le trasformazioni del dibattito pubblico nel secondo dopoguerra.

Spadolini e il primo governo laico della Repubblica

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del rettore Francesco Mola, che ha sottolineato il valore scientifico e culturale dell’iniziativa. Il rettore ha richiamato in particolare la presenza del professor Cosimo Ceccuti, già docente del Cesare Alfieri di Firenze e presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, ricordando il legame consolidato con l’Ateneo cagliaritano, dove Ceccuti aveva inaugurato l’Anno accademico 2023.

Il cuore della giornata è stato dedicato a Giovanni Spadolini e alla nascita del primo governo laico della Repubblica. La relazione ha ricostruito il significato storico e istituzionale di quell’esperienza, mettendo in evidenza il ruolo della cultura politica, della comunicazione e dello stile linguistico nella definizione di una nuova fase della vita repubblicana.

Il convegno ha quindi proposto una lettura del lessico politico come strumento di interpretazione storica. Le parole, le formule e i registri comunicativi dei leader non sono stati affrontati come elementi accessori, ma come tracce capaci di illuminare conflitti, alleanze, mutamenti sociali e passaggi istituzionali.

L’analisi computazionale dei discorsi di Berlinguer

Tra gli interventi più innovativi della tavola rotonda, Giulia Contu ha presentato lo studio “Il linguaggio di Enrico Berlinguer. Un’analisi computazionale del discorso politico (1973-1984)”, realizzato da Marco Ortu, Luca Frigau, Giulia Contu, Ignazio Putzu, Marco Pignotti, Gianluca Scroccu e Francesco Mola.

La ricerca ha preso in esame 26 discorsi del leader del Partito Comunista Italiano, per un totale di circa 118mila parole. Il lavoro si è concentrato su alcuni snodi centrali del vocabolario berlingueriano: eurocomunismo, compromesso storico e questione morale.

Attraverso tecniche di text mining, topic modeling e sentiment analysis, il gruppo di ricerca ha ricostruito l’evoluzione del linguaggio politico di Berlinguer nel corso di oltre un decennio. Nella prima metà degli anni Settanta prevalgono riferimenti internazionali e geopolitici, con parole come “Vietnam”, “imperialismo” e “coesistenza”. Negli anni Ottanta emergono invece termini legati alla dimensione interna e morale della politica, tra cui “corruzione”, “questione morale” e “lavoro”.

Il rettore Mola ha evidenziato il carattere interdisciplinare del progetto, nato dalla collaborazione tra statistici, storici e studiosi di filologia e glottologia. L’indagine, avviata sugli scritti di Berlinguer, proseguirà con la figura di Spadolini nel periodo della sua presidenza del Consiglio, mostrando come l’innovazione tecnologica possa svilupparsi dentro un ambiente culturale fertile.

Da Moro a Pertini, le parole della politica

Lo studio su Berlinguer ha individuato tre grandi fasi del suo discorso politico: la “democrazia difensiva” dopo il golpe cileno del 1973, l’“alleanza strategica” del compromesso storico e la stagione della critica morale al sistema politico italiano. Dal punto di vista emotivo, l’analisi ha rilevato un registro dominato da tristezza e rabbia, interpretato come combinazione tra diagnosi critica della realtà e capacità di mobilitazione.

Un ulteriore elemento emerso riguarda il tema femminile. Il termine “donna”, inizialmente marginale nei discorsi esaminati, assume progressivamente una posizione più centrale nel lessico politico berlingueriano, segnalando un’evoluzione dei riferimenti sociali e culturali del leader comunista.

Nel corso della tavola rotonda, Paolo Orrù ha approfondito le trasformazioni semantiche e retoriche del linguaggio politico italiano, soffermandosi su un celebre intervento di Aldo Moro al Congresso di Napoli del 1961. Gianluca Scroccu ha invece analizzato il linguaggio “pop” del presidente della Repubblica Sandro Pertini, collocandolo nel quadro della storia politica contemporanea.

A coordinare il confronto è stato Marco Pignotti, che ha guidato il dibattito sul rapporto tra stile politico e comunicazione giornalistica, con particolare attenzione alla figura di Spadolini. Dal convegno è emersa una prospettiva di ricerca capace di unire metodi quantitativi, analisi linguistica e ricostruzione storica. Il lessico della Prima Repubblica si conferma così una chiave di accesso decisiva per comprendere culture politiche, fratture ideologiche e mutamenti del discorso pubblico nell’Italia repubblicana.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to