NaTour4ClimateChange, la Sardegna ospita il confronto mediterraneo sulle strategie di adattamento climatico
14/04/2026
La Sardegna si prepara a ospitare un confronto internazionale dedicato al futuro delle destinazioni turistiche costiere, in un passaggio che mette insieme tutela ambientale, pianificazione territoriale e capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Mercoledì 15 aprile, alle ore 9.30, l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, nella sede di via Roma 80 a Cagliari, ospiterà la conferenza stampa di presentazione del workshop internazionale del progetto europeo NaTour4ClimateChange.
L’incontro introdurrà il 3° Pilot Destinations Exchange Workshop, in programma dal 15 al 17 aprile a Villasimius, appuntamento che riunirà sette destinazioni turistiche costiere del Mediterraneo impegnate nella definizione di strategie innovative per affrontare gli effetti della crisi climatica. Il progetto si colloca in un ambito sempre più centrale per i territori affacciati sul mare, dove erosione costiera, pressione turistica, vulnerabilità degli ecosistemi e mutamenti climatici impongono strumenti nuovi di governo e pianificazione.
Un laboratorio mediterraneo per il turismo costiero
Il workshop rappresenta una tappa significativa di un percorso di cooperazione che guarda al Mediterraneo come spazio comune di sperimentazione. L’obiettivo è mettere a punto modelli operativi e strumenti concreti capaci di rafforzare la resilienza delle destinazioni costiere, con particolare attenzione alla sostenibilità del turismo e alla protezione delle risorse naturali.
Il tratto distintivo dell’iniziativa è l’approccio interassessoriale, che mette in relazione competenze diverse e complementari. Ambiente, Turismo, Enti locali, Beni culturali e Protezione civile vengono chiamati a dialogare all’interno di una visione condivisa, nella consapevolezza che l’adattamento climatico non può essere affrontato per compartimenti separati. La tenuta dei territori turistici dipende infatti dalla capacità di coordinare politiche ambientali, gestione dei flussi, tutela paesaggistica e prevenzione dei rischi.
La sperimentazione progettuale si sviluppa in due contesti di particolare valore ambientale e strategico per la Sardegna: le Aree Marine Protette di Capo Carbonara e di Tavolara – Capo Coda Cavallo, individuate come aree pilota per l’applicazione delle soluzioni previste dal progetto. La scelta di questi territori riflette la necessità di testare strumenti di adattamento in ambienti ad alta fragilità ecologica, dove il turismo rappresenta una risorsa essenziale ma richiede modelli di gestione sempre più attenti.
Una rete internazionale di territori e competenze
Il workshop, finanziato dal programma Interreg Euro-MED e ospitato dall’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, coinvolge partner provenienti da diversi Paesi del bacino mediterraneo. Parteciperanno il Parco Naturale di Cabo de Gata in Spagna, la municipalità di Dugi Otok in Croazia, il Parco Naturale di Hutovo Blato in Bosnia-Erzegovina, la municipalità di Ori Zarkou in Grecia e l’Area Marina Protetta di Cap Ferrat in Francia.
Accanto ai territori coinvolti, il progetto si avvale della collaborazione di partner tecnici internazionali di rilievo, tra cui IUCN, Plan Bleu, la Conference of Peripheral Maritime Regions, la Hellenic Society for the Protection of Nature e l’Istituto per il Turismo della Croazia, che ricopre il ruolo di capofila. Una composizione che restituisce la dimensione scientifica e istituzionale dell’iniziativa, fondata sul confronto tra esperienze territoriali e competenze specialistiche.
Alla conferenza stampa di Cagliari interverranno l’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, rappresentanti dell’Assessorato al Turismo, il sindaco di Villasimius Gianluca Dessì e il direttore dell’Area Marina Protetta di Tavolara Leonardo Lutzoni. Sul fronte internazionale sono attesi la project manager Izidora Marković Vukadin e il direttore dell’Istituto per il Turismo della Croazia Damir Krešić.
L’appuntamento di Villasimius assume così un valore che va oltre il calendario degli eventi progettuali. È il segnale di una linea di lavoro che considera il turismo costiero non soltanto come leva economica, ma come ambito in cui si misurano la capacità di governo dei territori, la qualità delle politiche pubbliche e la tenuta degli ecosistemi mediterranei in una stagione di trasformazioni profonde.
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