Cagliari, Università nel Patto educativo di Mulinu Becciu contro le povertà educative
30/05/2026
L’Università degli Studi di Cagliari entra nel nuovo Patto Educativo Partecipato di Comunità di Mulinu Becciu, firmato negli spazi della scuola Sergio Atzeni insieme a istituzioni, scuole, associazioni, cooperative sociali, famiglie e cittadini del quartiere. L’accordo nasce per rafforzare inclusione sociale, partecipazione, benessere collettivo e nuove opportunità educative per bambini, bambine e adolescenti.
Un percorso nato dall’ascolto del quartiere
La firma del Patto rappresenta l’avvio ufficiale di un percorso costruito attraverso mesi di confronto con la comunità locale. Il coordinamento è affidato alla Cooperativa sociale Panta Rei Sardegna, nell’ambito del progetto Mube Learning Hub, selezionato e finanziato dalla Fondazione di Sardegna.
Il Patto nasce in un quartiere, Mulinu Becciu, sorto negli anni Settanta e oggi abitato da circa seimila persone, che nel tempo ha conosciuto trasformazioni sociali e urbane profonde. Durante il percorso partecipativo sono emerse alcune priorità: rafforzare le relazioni tra residenti, sostenere la salute mentale di bambini e adolescenti, riqualificare gli spazi pubblici e creare nuove attività educative, culturali e sportive aperte a tutte le generazioni.
Sono 23 i firmatari ufficiali dell’accordo. Tra questi figurano l’Istituto Comprensivo “Giusy Devinu”, il Comune di Cagliari, la Parrocchia Madonna della Strada, cooperative sociali, associazioni culturali e sportive, gruppi informali e cittadini.
Il ruolo dell’Università di Cagliari
All’interno del Patto, l’Università degli Studi di Cagliari avrà un ruolo centrale nelle attività di monitoraggio, valutazione e sviluppo delle azioni previste. L’Ateneo metterà a disposizione competenze scientifiche, capacità di ricerca e coinvolgimento diretto della comunità universitaria, contribuendo alla costruzione di modelli di intervento contro dispersione scolastica e povertà educative.
Il contributo dell’Università coinvolgerà studenti e studentesse, ricercatori e ricercatrici, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario. Tra le attività previste ci sono incontri dedicati alla scoperta del mondo della ricerca, laboratori tematici rivolti ai più giovani e una sperimentazione di doposcuola con il supporto di studenti universitari volontari, chiamati ad accompagnare bambini e ragazzi nello studio.
Il prorettore al territorio Fabrizio Pilo, presente alla giornata, ha sottolineato la necessità di un’università sempre più radicata nel territorio, soprattutto nelle aree dove l’abbandono scolastico è più alto. La presenza dell’Ateneo, ha spiegato, serve a costruire percorsi che partano dal basso e rispondano ai bisogni reali delle comunità.
Una festa collettiva dopo la firma
Dopo il momento istituzionale, Mulinu Becciu si è trasformato in uno spazio di festa aperto alla città. Il corteo verso piazzetta Divertimento Ferroviari e piazza Chiocciola ha accompagnato residenti, studenti, famiglie e rappresentanti delle realtà coinvolte verso attività culturali, sportive e laboratoriali.
La giornata ha restituito il senso concreto del Patto: non un semplice documento, ma un impegno condiviso per rendere il quartiere più accogliente, partecipato e capace di offrire opportunità educative. La presenza di scuole, Università, istituzioni, associazioni e cittadini conferma la volontà di costruire una rete stabile attorno ai bisogni dei più giovani.
Il nuovo Patto Educativo di Comunità punta così a diventare uno strumento operativo per contrastare le disuguaglianze educative, sostenere la crescita dei ragazzi e rafforzare il legame tra territorio, scuola e mondo universitario.
Articolo Precedente
Cagliari, uffici comunali chiusi il 1° giugno per il ponte della Repubblica
Articolo Successivo
EUCEN a Cagliari, conferenza internazionale su Lifelong Learning e inclusione
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to