Cagliari, UniCa e AIAC studiano il calciatore del futuro
05/05/2026
Genetica, nutrizione, preparazione fisica personalizzata, biomeccanica e gestione psicologica sono stati al centro della seconda edizione del convegno “All Around Soccer: il calciatore del futuro: evoluzione del modello prestativo e implicazioni per i giovani di oggi”, promosso dall’AIAC, Associazione Italiana Allenatori Calcio, e organizzato dal corso di laurea in scienze motorie dell’Università di Cagliari.
L’incontro si è svolto nell’Aula Magna Boscolo del campus di Monserrato e ha riunito docenti dell’Ateneo, allenatori, preparatori atletici, medici, nutrizionisti ed esperti di sport science. Il confronto ha permesso di leggere l’evoluzione del calcio moderno attraverso un approccio multidisciplinare, nel quale la crescita del giovane atleta non dipende da un singolo fattore, ma dall’integrazione tra ricerca scientifica, competenze tecniche e attenzione alla persona.
Ricerca scientifica e campo a confronto
In apertura dei lavori sono intervenuti il prorettore alle attività sanitarie, Piergiorgio Calò, la prorettrice per il presidio di Monserrato, Paola Fadda, e i docenti Filippo Tocco, Carla Calò e Giuseppe Allegra. I relatori hanno richiamato la necessità di rafforzare il dialogo tra tecnici e scienziati, così da trasformare le conoscenze maturate nella ricerca in strumenti concreti per l’allenamento, la prevenzione degli infortuni e il miglioramento della salute di chi pratica sport.
Il tema del convegno ha riguardato in particolare l’evoluzione del modello prestativo del calciatore: velocità di gioco, capacità decisionali, adattamento fisico, lettura tattica e gestione del carico sono ormai dimensioni che devono essere studiate insieme, soprattutto quando si lavora con i giovani. La formazione del talento, secondo l’impostazione emersa durante la giornata, richiede percorsi personalizzati e una valutazione attenta delle caratteristiche individuali.
Genetica, alimentazione e biomeccanica nella crescita del talento
La prima sessione, affidata ai docenti dell’Università di Cagliari, ha affrontato alcuni degli aspetti scientifici più rilevanti nella costruzione della performance. Myosotis Massidda ha illustrato il ruolo della genetica nella prestazione atletica, precisando però che il potenziale innato non può esprimersi pienamente senza allenamento adeguato, nutrizione, recupero, metodologie corrette e condizioni ambientali favorevoli.
Riccardo Pazzona ha approfondito la dimensione psicologica del giovane calciatore, concentrandosi su integrazione, adattabilità e decision making. L’intervento ha posto l’attenzione su un punto centrale: prima dell’atleta c’è la persona, con caratteristiche, fragilità, complessità e bisogni che devono essere riconosciuti nel percorso di crescita sportiva.
Giovanna Ghiani ha evidenziato il peso dell’educazione alimentare e della nutrizione in tutte le fasi della preparazione. Un’alimentazione corretta incide sul bilancio energetico, sul recupero e sulla continuità del lavoro, mentre l’integrazione, se non sostenuta da abitudini alimentari adeguate, perde efficacia. Federico Arippa ha invece illustrato il contributo della biomeccanica nel monitoraggio dei progressi, nell’identificazione dei talenti e nei percorsi riabilitativi.
Dati, scouting e passaggio alla prima squadra
La seconda parte del convegno, moderata da Giuseppe Allegra e Lorenzo Cagli, coordinatore regionale del settore giovanile e scolastico SGS della FIGC, si è concentrata sulla costruzione del talento giovanile. Al centro del confronto sono entrati scienze motorie, analisi dei dati, preparazione atletica e sviluppo cognitivo, elementi considerati decisivi per riconoscere, accompagnare e consolidare le qualità dei giovani calciatori.
Marco Montini, preparatore atletico di Club Italia, ha tracciato il profilo del giovane calciatore contemporaneo, mentre Filippo Motzo, dell’area scouting Club Italia, ha presentato il metodo TIPSS per il riconoscimento del talento. L’allenatore UEFA Michele Filippi ha approfondito l’evoluzione tattica del calcio e le ricadute sui percorsi formativi, sottolineando la necessità di adattare gli allenamenti alle trasformazioni del gioco.
Il passaggio dal settore giovanile alla prima squadra e il ruolo dei dati sono stati affrontati da Mauro Baldus, preparatore atletico della prima squadra del Cagliari. Il tema ha messo in evidenza quanto la crescita del calciatore richieda oggi una lettura integrata delle informazioni raccolte sul campo, capace di sostenere le decisioni tecniche e accompagnare l’atleta in una fase spesso delicata del suo percorso.
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