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Università di Cagliari, inaugurato l’anno accademico tra ricerca e nuove frontiere dell’astrofisica

16/03/2026

Università di Cagliari, inaugurato l’anno accademico tra ricerca e nuove frontiere dell’astrofisica
Università di Cagliari

La ricerca scientifica, il futuro della formazione universitaria e il ruolo della Sardegna nei grandi progetti internazionali sono stati i temi centrali della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 dell’Università degli Studi di Cagliari. L’evento, intitolato “Ascoltare l’universo, costruire il futuro”, si è svolto nella cornice del Teatro Carmen Melis, il ridotto del Teatro Lirico del capoluogo sardo, e ha rappresentato un momento simbolico per la comunità accademica, che celebra quest’anno il 405° anniversario dal Privilegio Regio di Fondazione dell’Ateneo.

La cerimonia ha riunito autorità civili, militari e religiose, insieme a numerosi rappresentanti del mondo universitario italiano. Particolarmente solenne l’ingresso del corteo accademico, composto da rettori, prorettori vicari, presidenti di facoltà e membri degli organi istituzionali dell’università, accompagnato dai brani eseguiti dal coro del Centro ricreativo universitario diretto dal maestro Boris Smochoviche.

Università e territorio: formazione, ricerca e internazionalizzazione

Ad aprire la cerimonia sono stati i saluti istituzionali del rettore Francesco Mola, seguiti dagli interventi del sindaco di Cagliari Massimo Zedda e della presidente della Regione Autonoma della Sardegna Alessandra Todde. Nel suo discorso inaugurale, il rettore ha richiamato il contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, sottolineando il ruolo dell’università come luogo di confronto culturale, difesa delle libertà e produzione di conoscenza.

Mola ha illustrato anche le prospettive di sviluppo dell’offerta formativa dell’Ateneo. Per il prossimo anno accademico 2026/2027 sono previsti nuovi corsi di laurea triennale e magistrale che porteranno l’offerta complessiva a 102 corsi di studio, distribuiti nelle sedi di Cagliari-Monserrato, Olbia, Nuoro e Oristano. A questi si affiancano 20 dottorati di ricerca, master e scuole di specializzazione, pensati per rafforzare l’alta formazione e offrire nuove opportunità ai giovani che scelgono di studiare e fare ricerca in Sardegna.

Grande attenzione è stata dedicata anche al processo di internazionalizzazione. L’università registra una crescita degli scambi Erasmus, un aumento dei corsi erogati in lingua inglese e una partecipazione sempre più attiva all’alleanza universitaria europea EDUC, che promuove la cooperazione accademica tra diversi atenei del continente.

L’Einstein Telescope e la Sardegna nella scienza globale

Uno dei momenti più attesi della cerimonia è stata la lectio magistralis dell’astrofisica Marica Branchesi, docente del Gran Sasso Science Institute e tra le protagoniste della ricerca internazionale sulle onde gravitazionali. Il suo intervento, dal titolo “La Sardegna al centro dell’esplorazione dell’Universo: l’Einstein Telescope tra scienza, territorio e nuove frontiere”, ha accompagnato il pubblico in un percorso che attraversa alcune delle scoperte più affascinanti dell’astrofisica contemporanea.

Branchesi ha ricordato la prima osservazione delle onde gravitazionali, avvenuta il 14 settembre 2015, una scoperta che ha aperto una nuova finestra sull’universo permettendo di studiare fenomeni cosmici estremi come la fusione di buchi neri. Un passaggio decisivo è arrivato nel 2017, quando l’osservazione delle onde gravitazionali è stata combinata con segnali luminosi provenienti dallo stesso evento cosmico, dando origine alla cosiddetta astronomia multimessaggera.

Questa rivoluzione scientifica potrebbe trovare un nuovo capitolo proprio in Sardegna con il progetto dell’Einstein Telescope, un osservatorio sotterraneo di nuova generazione destinato allo studio delle onde gravitazionali. L’infrastruttura, se realizzata sull’isola, rappresenterebbe un’occasione straordinaria per la ricerca scientifica europea e per lo sviluppo economico e tecnologico del territorio.

Le voci della comunità accademica

La cerimonia ha dato spazio anche alle diverse componenti della comunità universitaria. La dottoranda Silvia Cotza ha sottolineato l’importanza di creare opportunità di ricerca per i giovani studiosi sardi, evidenziando come molti studenti desiderino costruire il proprio percorso accademico nella loro terra ma spesso siano costretti a cercare altrove possibilità di crescita scientifica.

Tra gli interventi più significativi anche quello dello studente internazionale Balde Thierno Mamadou Saidou, che ha raccontato il proprio percorso dalla Guinea all’Italia, descrivendo l’istruzione come uno strumento di emancipazione personale e sociale. Il suo intervento ha ricordato il valore dell’università come spazio di incontro tra culture, lingue e storie diverse.

A rappresentare il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario dell’Ateneo è stato Gaetano Melis, che ha evidenziato il contributo delle oltre mille professionalità impegnate quotidianamente nel funzionamento dell’università e nel supporto alle attività di didattica e ricerca.

La cerimonia si è conclusa con la formula ufficiale di apertura del nuovo anno accademico pronunciata dal rettore e con l’esecuzione del tradizionale Gaudeamus Igitur, simbolo della continuità della vita universitaria.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.