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Trapani, in Questura esposta la giacca del vice brigadiere Lungaro: memoria viva delle Fosse Ardeatine

17/03/2026

Trapani, in Questura esposta la giacca del vice brigadiere Lungaro: memoria viva delle Fosse Ardeatine
Polizia di Stato

Un oggetto custodito per oltre ottant’anni torna oggi a parlare con forza, restituendo una storia che attraversa uno dei capitoli più drammatici del Novecento italiano. Nell’atrio della Questura di Trapani è stata allestita un’esposizione dedicata a Pietro Ermelindo Lungaro, vice brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, medaglia d’argento al valore militare, ucciso dai nazisti il 24 marzo 1944 nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.

La giacca dell’uniforme che Lungaro indossava al momento dell’arresto, avvenuto il 12 febbraio 1944 nella caserma “San Eusebio” di Roma, sarà visibile al pubblico fino al 10 aprile, giorno in cui ricorre il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Un’iniziativa che assume un significato particolare, perché restituisce una dimensione concreta alla memoria, rendendola accessibile a chi entra quotidianamente in quei luoghi istituzionali.

Un simbolo che attraversa la storia

L’esposizione nasce dalla volontà del Questore di Trapani, Giuseppe Felice Peritore, e della sezione locale dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, che da tempo conserva la giacca donata dalla famiglia Lungaro. Non si tratta di un semplice cimelio: il capo d’uniforme porta con sé il segno di una scelta compiuta in un contesto estremo, quando l’adesione ai valori di libertà e dignità personale implicava conseguenze irreversibili.

Alla cerimonia inaugurale ha preso parte anche il figlio del vice brigadiere, Pietro, nato dopo la morte del padre. Nel suo intervento ha ricostruito la figura di un uomo che, pur nella consapevolezza del rischio, rifiutò qualsiasi forma di collaborazione con il regime nazista, mantenendo fede ai principi che avevano guidato il suo servizio. Una testimonianza che ha riportato al centro la dimensione personale della storia, spesso compressa dietro la narrazione degli eventi collettivi.

Durante l’incontro sono intervenuti anche il Questore Peritore, che ha ringraziato la famiglia per la donazione, e il presidente della sezione A.N.P.S. di Trapani, Nicolò Villabuona. Quest’ultimo ha richiamato il valore simbolico del labaro dell’associazione, che riporta due riconoscimenti di grande rilievo: la medaglia d’argento al valor militare conferita a Lungaro e la medaglia d’oro al valor civile assegnata a Calogero Germanà, dirigente di pubblica sicurezza sopravvissuto a un attentato mafioso nel 1992.

La memoria come strumento educativo

L’iniziativa non si esaurisce nell’esposizione statica del reperto. Nei prossimi giorni sarà definito un calendario di visite dedicate agli studenti delle scuole trapanesi, con l’obiettivo di trasformare questo spazio in un luogo di conoscenza e riflessione. L’intento è quello di avvicinare le nuove generazioni a una pagina di storia che rischia, con il passare del tempo, di perdere contorni e significato.

A suggellare il momento inaugurale è stata la benedizione impartita dal cappellano della Polizia di Stato, don Antonino Adragna, gesto che ha conferito alla cerimonia una dimensione ulteriore, tra memoria civile e raccoglimento.

In un tempo in cui la distanza dagli eventi storici tende ad ampliarsi, iniziative come questa restituiscono profondità alla memoria, rendendola tangibile e comprensibile, senza retorica, attraverso un oggetto che continua a testimoniare una scelta precisa: quella di non cedere alla violenza e alla sopraffazione, anche a costo della propria vita.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.