Studio e inclusione, la Fondazione “Anna Ruggiu” premia 19 giovani rom in Sardegna
27/02/2026
C’è un filo che attraversa ventun anni di impegno e tiene insieme generazioni diverse, famiglie, scuole, istituzioni. È il filo della continuità educativa, reso visibile ieri nell’aula consiliare di Palazzo Bacaredda, dove la Fondazione “Anna Ruggiu” ha consegnato le borse di studio annuali a diciannove ragazze e ragazzi di etnia rom provenienti da tutta la Sardegna. Un secondo momento di premiazione si era già svolto il 12 febbraio ad Alghero, per i vincitori del nord dell’Isola.
Snezana, Giulia, Diego, Stefano, Jelena, Veronica, Armando, Alessandra Giovanna, Samuele, Sharon Jelena, Slavisa, Diamantino Vito, Maria Elena, Patrick, Alejandro, Veronika, Soyer, Rejos, Rosanna: nomi che raccontano percorsi personali e familiari diversi, accomunati dalla scelta di investire nella scuola come spazio di crescita e di riconoscimento.
Ventun anni di borse di studio: un progetto che crea continuità
L’iniziativa, ha ricordato il presidente della Fondazione Gianni Loy, nasce con un obiettivo preciso: sostenere la scolarizzazione dei giovani rom che vivono in Sardegna, rafforzando il dialogo interculturale attraverso l’istruzione. Il traguardo della ventunesima edizione segna un passaggio simbolico. Tra le premiate figura infatti una ragazza la cui madre era stata beneficiaria nella prima edizione del progetto. Una staffetta silenziosa che testimonia come il sostegno allo studio possa incidere nel tempo, generando fiducia e aspettative nuove.
Le borse di studio non si limitano a riconoscere la promozione al termine dell’anno scolastico. Molti dei premiati si sono distinti per risultati di eccellenza, collocandosi tra i migliori della propria classe. Due giovani, diplomatesi al liceo Gramsci di Carbonia e al Giua di Cagliari, hanno già intrapreso il percorso universitario; alla cerimonia era presente anche il presidente dell’Ersu Marco Meloni, a conferma dell’attenzione verso la prosecuzione degli studi.
Accanto alla Fondazione, l’assessora Anna Puddu e il presidente del Consiglio comunale Marco Benucci hanno consegnato i riconoscimenti, in un clima che ha unito formalità istituzionale e partecipazione familiare.
Scuola come diritto di cittadinanza
Alla cerimonia hanno preso parte anche rappresentanti delle Giunte di Selargius e Monserrato, Jasmina Temin per la Caritas diocesana e Claudio Zasso del Progetto Rom Sinti Caminanti. Il confronto ha richiamato il valore sistemico dell’inclusione scolastica, che richiede cooperazione tra enti locali, istituti e terzo settore.
Un momento particolarmente significativo è stato il premio dedicato alla memoria di Ester Mura, già dirigente dell’istituto comprensivo di Monserrato, che aveva costruito un modello di accoglienza capace di accompagnare bambine e bambini rom fin dalla scuola dell’infanzia, favorendo percorsi di apprendimento solidi e continui. Il suo lavoro viene indicato come esempio di come l’attenzione educativa non possa esaurirsi nel risultato numerico, ma debba tradursi in opportunità reali di partecipazione e diritti.
L’esperienza della Fondazione “Anna Ruggiu” si inserisce in questo solco: sostenere il merito, valorizzare l’impegno, consolidare legami tra comunità diverse. La scuola, in questo quadro, diventa uno spazio in cui si costruisce appartenenza e si rafforza il diritto di cittadinanza, attraverso strumenti concreti che rendono l’inclusione una pratica quotidiana.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to