Sardegna, nasce la prima Borsa internazionale del turismo UNESCO: operatori in campo entro il 27 aprile
08/04/2026
La Sardegna prova a trasformare il proprio patrimonio storico e archeologico in un prodotto turistico più strutturato, riconoscibile e competitivo sui mercati internazionali. Va in questa direzione l’avviso pubblicato per selezionare gli operatori, i cosiddetti sellers, che potranno partecipare alla prima Borsa internazionale del turismo dedicata ai siti UNESCO, iniziativa promossa dall’assessorato regionale del Turismo e pensata per mettere in relazione l’offerta sarda con i grandi operatori del turismo culturale internazionale.
L’evento si svolgerà a Olbia, al Museo civico, dal 17 al 19 giugno 2026 e non si limiterà a valorizzare i soli siti riconosciuti dall’UNESCO. L’impianto della manifestazione guarda infatti a un’idea più ampia di attrattività territoriale, includendo anche altri asset dello slow tourism, come cammini, rete escursionistica, borghi e itinerari capaci di raccontare la Sardegna in modo più profondo, oltre la stagionalità balneare. L’obiettivo è chiaro: costruire una proposta che tenga insieme identità culturale, paesaggio e fruizione sostenibile, rivolgendosi a un segmento di mercato che cerca esperienza, autenticità e contenuto.
Un evento pensato per aprire nuovi spazi al turismo culturale
La Borsa internazionale sarà articolata in conferenze, presentazioni, sessioni operative B2B tra circa 40 buyers e oltre 100 sellers, per poi chiudersi, nell’ultima giornata, con educational tour in alcuni tra i più importanti siti archeologici dell’Isola. Tra le tappe annunciate figurano Domus de Janas, nuraghi, tombe dei giganti e pozzi sacri, in un percorso che punta a mostrare dal vivo la ricchezza e la varietà del patrimonio sardo agli operatori specializzati nella commercializzazione del turismo culturale.
La scelta di organizzare l’evento direttamente in Sardegna risponde a una logica precisa. Non basta partecipare a fiere e workshop in Italia e all’estero: per rendere davvero competitivo un prodotto turistico serve offrire agli operatori internazionali un’esperienza diretta del territorio, delle sue infrastrutture culturali e della sua capacità di accoglienza. In questo senso, la Borsa rappresenta un passaggio ulteriore nella strategia di promo-commercializzazione del patrimonio regionale.
Il salto di scala dopo il riconoscimento UNESCO delle Domus de Janas
Alla base dell’iniziativa c’è anche un cambiamento sostanziale nel posizionamento culturale della Sardegna. Fino allo scorso anno, come ha ricordato l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu, l’Isola poteva contare su un solo sito UNESCO, quello di Barumini, simbolo della civiltà nuragica. Una presenza prestigiosa, ma insufficiente per costruire un’offerta articolata e davvero attrattiva per i tour operator internazionali specializzati nei viaggi legati ai patrimoni riconosciuti dall’UNESCO.
Il recente inserimento delle Domus de Janas nella lista UNESCO cambia però il quadro in modo significativo. La Sardegna può ora contare su 19 siti distribuiti in 17 Comuni, una massa critica che consente di pensare a itinerari più ricchi, a pacchetti più strutturati e a un racconto territoriale più forte sul mercato globale. È su questa nuova dimensione che la Regione intende investire, cercando di trasformare il riconoscimento internazionale in un volano per il turismo culturale e per la destagionalizzazione dei flussi.
Domande entro il 27 aprile sulla piattaforma SIPES
Gli operatori turistici interessati a partecipare alla 1ª Borsa Internazionale del Turismo UNESCO in Sardegna dovranno presentare la propria candidatura attraverso la piattaforma SIPES entro il 27 aprile 2026. La selezione servirà a individuare i soggetti che prenderanno parte all’evento in qualità di sellers, chiamati a confrontarsi con buyers provenienti dai circuiti internazionali del turismo culturale.
L’iniziativa arriva in una fase in cui la Sardegna cerca di allargare il proprio raggio d’azione e di rafforzare segmenti turistici meno esposti alla volatilità stagionale. La scommessa è ambiziosa: far uscire il patrimonio UNESCO e, più in generale, l’universo dello slow tourism sardo da una dimensione soprattutto istituzionale o identitaria, per trasformarlo in un’offerta capace di generare reti, mercato e permanenze più lunghe. Se il progetto riuscirà, la Borsa di Olbia potrà diventare qualcosa di più di un appuntamento promozionale: il primo banco di prova di una nuova politica turistica fondata sulla profondità culturale dell’Isola.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to