Numero della Questura clonato per tentare una truffa: l’allarme della Polizia
10/03/2026
Un numero di telefono apparentemente affidabile, quello del centralino di una Questura, può trasformarsi in uno strumento di inganno. È quanto emerge da un recente episodio segnalato alla Polizia di Stato, che mette in luce una tecnica truffaldina sempre più sofisticata: la clonazione dei numeri telefonici di enti pubblici, banche o istituzioni per guadagnare la fiducia delle potenziali vittime.
Il tentativo di raggiro ha riguardato un cittadino che, grazie a un sospetto maturato durante la telefonata, ha scelto di verificare direttamente con le forze dell’ordine prima di compiere qualsiasi azione. Una decisione prudente che ha impedito ai truffatori di portare a termine il loro piano.
La telefonata sospetta e il numero della Questura sul display
L’uomo ha raccontato agli operatori dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico della Questura di aver ricevuto una chiamata che sembrava provenire direttamente da un ufficio della Polizia di Stato. Sul display del telefono compariva infatti la dicitura “Magazzino Polizia” accompagnata dal numero del centralino della Questura.
L’interlocutore si è presentato come un presunto agente di un inesistente “Ufficio Antifrode della Polizia”, sostenendo che sul conto bancario dell’utente sarebbero state rilevate anomalie nei movimenti finanziari. Un racconto costruito per indurre la vittima a fidarsi e a fornire informazioni sensibili o a compiere operazioni sul proprio conto.
L’uomo, tuttavia, ha percepito l’incongruenza della situazione e ha deciso di contattare direttamente la Questura per chiarimenti. L’agente dell’U.R.P. ha immediatamente riconosciuto il tentativo di truffa, spiegando che non esistono nuclei antifrode della Polizia di Stato che contattano i cittadini per verifiche bancarie e invitando il cittadino a ignorare qualsiasi richiesta ricevuta.
Il secondo tentativo: il falso funzionario della banca
Durante il successivo contatto con la Questura sono emersi ulteriori dettagli che confermano la strategia utilizzata dai truffatori. Il giorno precedente alla telefonata con il numero clonatogli, la stessa persona aveva ricevuto una chiamata da un sedicente funzionario della propria banca, il quale chiedeva di verificare alcune operazioni sul conto corrente.
In quella occasione il falso operatore aveva persino comunicato un numero di conto, probabilmente con l’obiettivo di convincere l’interlocutore a effettuare trasferimenti di denaro o a fornire dati riservati.
Grazie alle informazioni ricevute dalla Polizia, il cittadino ha scelto di interrompere la conversazione con il presunto bancario, spiegando di non poter eseguire alcuna operazione per impegni urgenti.
Le nuove tecniche di truffa telefonica
La clonazione dei numeri telefonici – conosciuta anche come spoofing telefonico – rappresenta una delle tecniche più utilizzate nelle frodi moderne. Attraverso strumenti informatici specifici, i truffatori riescono a far comparire sul display della vittima numeri reali appartenenti a istituzioni, banche o uffici pubblici.
Questo stratagemma aumenta notevolmente il livello di credibilità della telefonata e rende più facile convincere le persone a compiere azioni che normalmente non farebbero.
Per questo motivo la Polizia di Stato invita i cittadini a prestare la massima attenzione. Nessun ufficio di polizia o istituto bancario richiede informazioni sensibili, codici o operazioni finanziarie tramite telefonate non richieste.
In presenza di telefonate sospette è sempre consigliabile interrompere immediatamente la conversazione e contattare il Numero Unico di Emergenza 112, oppure recarsi presso il più vicino ufficio di polizia per ricevere indicazioni e, se necessario, formalizzare una denuncia.
La prontezza dimostrata dal cittadino in questo episodio dimostra quanto la prudenza e la verifica diretta con le istituzioni possano fare la differenza nel prevenire truffe sempre più sofisticate.