Il Bastione di Saint Remy si illumina di lilla per la Giornata nazionale contro i Disturbi del Comportamento Alimentare
14/03/2026
Domenica 15 marzo 2026 il torrino del Bastione di Saint Remy, uno dei luoghi più riconoscibili del profilo urbano di Cagliari, sarà avvolto da una luce lilla. Non si tratta di un semplice gesto scenografico, ma di un segnale simbolico pensato per attirare l’attenzione su una questione sanitaria e sociale che coinvolge migliaia di famiglie: i Disturbi del Comportamento Alimentare. La scelta del colore segue una tradizione ormai consolidata in tutta Italia, dove monumenti e palazzi istituzionali vengono illuminati per ricordare la Giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione su anoressia, bulimia, binge eating e altre forme di disagio legate al rapporto con il cibo e con il proprio corpo.
L’iniziativa si inserisce nella campagna nazionale “Never give up”, un progetto che coinvolge istituzioni, scuole e realtà associative con l’obiettivo di diffondere consapevolezza e incoraggiare un dialogo aperto su disturbi che, troppo spesso, rimangono nascosti dietro il silenzio e lo stigma.
Un segnale pubblico per rompere il silenzio
Illuminare un monumento significa parlare alla città con un linguaggio immediato, visibile a chiunque attraversi lo spazio urbano. Il Bastione di Saint Remy, affacciato sul cuore di Cagliari, rappresenta un punto di incontro tra storia e vita quotidiana: turisti, studenti, residenti e lavoratori lo attraversano ogni giorno. La luce lilla, per una sera, trasformerà questo luogo in un messaggio collettivo.
Il gesto assume un valore simbolico forte perché invita a riconoscere l’esistenza di una sofferenza che spesso si sviluppa in modo silenzioso. I disturbi alimentari non sono semplicemente difficoltà legate al cibo. Dietro comportamenti apparentemente incomprensibili si nascondono fragilità profonde, paure, sensazioni di perdita di controllo e un rapporto complicato con l’immagine di sé.
L’anoressia nervosa, la bulimia e il binge eating rappresentano le forme più note, ma il panorama dei disturbi alimentari è più ampio e complesso. Chi ne soffre può vivere oscillazioni emotive intense, isolamento sociale e una percezione distorta del proprio corpo. Riconoscere questi segnali e parlarne senza giudizio diventa un passaggio fondamentale per favorire l’accesso alle cure.
Giovani e disturbi alimentari: una sfida sanitaria e culturale
Le associazioni che operano nel settore segnalano una crescita significativa dei casi tra adolescenti e giovani adulti. Il fenomeno non riguarda soltanto l’ambito medico, ma si intreccia con dinamiche sociali e culturali che influenzano profondamente la costruzione dell’identità personale.
L’esposizione continua a modelli estetici irrealistici, la pressione a conformarsi a determinati standard di bellezza e il confronto costante alimentato dai social network contribuiscono a generare insicurezza e senso di inadeguatezza. In un contesto simile, il controllo del cibo può diventare un modo per tentare di gestire emozioni difficili o per affermare una forma di controllo su se stessi.
Proprio per questo motivo le campagne di sensibilizzazione assumono un ruolo essenziale. Rendere visibile il problema significa anche ricordare che esistono percorsi terapeutici efficaci, centri specializzati e professionisti in grado di accompagnare chi soffre verso un processo di recupero.
L’invito lanciato dalla campagna Never give up va in questa direzione: costruire una rete di attenzione collettiva in cui famiglie, insegnanti, operatori sanitari e istituzioni possano riconoscere i segnali precoci e intervenire senza ritardi.
Quando un luogo simbolico della città si illumina di lilla, il messaggio diventa immediatamente leggibile: la comunità non resta indifferente. Parlare di disturbi alimentari significa togliere spazio alla vergogna, restituire dignità a chi soffre e ricordare che chiedere aiuto rappresenta un atto di forza.
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