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Giarre, Polizia di Stato a scuola: studenti a confronto su sicurezza digitale e cyberbullismo

18/03/2026

Giarre, Polizia di Stato a scuola: studenti a confronto su sicurezza digitale e cyberbullismo

Un incontro diretto, senza formalismi, costruito sul dialogo e sull’esperienza concreta. All’Istituto Tecnico Industriale Statale “E. Fermi – Guttuso” di Giarre, circa 150 studenti delle classi terze hanno partecipato a una lezione formativa promossa dalla Polizia di Stato, con l’obiettivo di affrontare in modo consapevole i rischi legati all’uso del web e dei social network.

L’iniziativa rientra in un più ampio programma di educazione alla legalità digitale che vede gli agenti della Questura di Catania impegnati nelle scuole del territorio, con interventi calibrati sulle diverse fasce d’età.

Cyberbullismo, truffe online e deepfake: i rischi spiegati ai ragazzi

Nel corso dell’incontro, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale hanno illustrato le principali insidie della rete, soffermandosi su fenomeni ormai diffusi tra i più giovani, come il cyberbullismo e le truffe online.

Attraverso esempi concreti, è stato spiegato come anche comportamenti apparentemente innocui – la condivisione di un’immagine, un commento, un messaggio inoltrato senza riflettere – possano avere conseguenze profonde, soprattutto sul piano psicologico per chi ne è vittima.

Particolare attenzione è stata dedicata alle tecniche utilizzate per ingannare gli utenti, come falsi messaggi che promettono vincite o opportunità inesistenti, spesso accompagnati da link fraudolenti. Un invito esplicito è stato rivolto ai ragazzi: evitare di condividere dati personali e mantenere sempre un atteggiamento prudente nelle interazioni online.

Spazio anche al tema dei deepfake, una delle evoluzioni più insidiose della manipolazione digitale. Video, immagini e audio alterati possono compromettere l’identità di una persona, con implicazioni che possono assumere rilievo anche penale.

La storia di Carolina Picchio e il ruolo della legge

Tra i momenti più significativi dell’incontro, il racconto della vicenda di Carolina Picchio, la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia. Un episodio che ha segnato profondamente il dibattito pubblico e ha contribuito all’introduzione della legge 71 del 2017, primo intervento normativo specifico sul tema.

La ricostruzione della sua storia ha offerto agli studenti un punto di riferimento concreto per comprendere la gravità del fenomeno, andando oltre la dimensione teorica e restituendo il peso reale delle conseguenze.

Collaborazione e strumenti di segnalazione

Un altro aspetto centrale dell’incontro ha riguardato il ruolo attivo dei giovani nella prevenzione. I poliziotti hanno sottolineato l’importanza della collaborazione, invitando gli studenti a non rimanere spettatori passivi di episodi di violenza o emarginazione.

In questa prospettiva è stata presentata l’applicazione YouPol, strumento che consente di inviare segnalazioni anche in forma anonima direttamente alle forze dell’ordine, contribuendo a intervenire tempestivamente in situazioni critiche.

Tecnologia e dialogo: il contributo degli studenti

A chiusura dell’incontro, i ragazzi hanno accompagnato gli agenti nei laboratori dell’istituto, mostrando i progetti sviluppati nell’ambito delle attività didattiche. Tra questi, dispositivi robotici e prototipi realizzati con stampanti 3D, segno di una competenza tecnica già avanzata e di un interesse concreto verso l’innovazione.

Un momento che ha restituito il senso dell’iniziativa: costruire un rapporto di fiducia tra giovani e istituzioni, basato sulla conoscenza reciproca e sulla responsabilità condivisa, in un contesto digitale che richiede consapevolezza, attenzione e capacità critica.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to