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Cohubitare Fest tra Pirri e Muravera: due giorni dedicati all’abitare collaborativo

04/03/2026

Cohubitare Fest tra Pirri e Muravera: due giorni dedicati all’abitare collaborativo
fonte: sito ufficiale Comune di Cagliari

Una riflessione collettiva su nuove forme di abitare, capaci di coniugare comunità, sostenibilità e riuso degli spazi. È questo il filo conduttore del Cohubitare Fest, la due giorni che nello scorso fine settimana ha animato Pirri e Muravera, promossa dall’Associazione di Promozione Sociale RE.COH.

L’iniziativa ha segnato la conclusione del progetto Cohubitare, sviluppato nell’ambito di “Contatto – Accendiamo idee”, programma del Comune di Cagliari finanziato con fondi europei PON Metro. Il festival ha riunito professionisti, associazioni, cittadini e realtà impegnate nella sperimentazione di modelli abitativi basati sulla collaborazione e sulla gestione condivisa degli spazi.

Conferenze, laboratori partecipativi e visite a esperienze già attive hanno offerto l’occasione per approfondire le potenzialità del cohousing, una modalità di abitare che mette al centro relazioni sociali, responsabilità condivise e nuove forme di organizzazione comunitaria.

Confronto pubblico su modelli di abitare condiviso

Il festival ha preso avvio sabato mattina al Centro Culturale La Vetreria di Pirri con la conferenza “L’abitare collaborativo”, accreditata dall’Ordine degli Architetti PPC di Cagliari e Provincia.

Durante l’incontro si è discusso delle prospettive dell’abitare condiviso come risposta alle trasformazioni sociali, economiche e urbane. Alla tavola rotonda dedicata alle buone pratiche nazionali ha partecipato anche Matteo Lecis Cocco Ortu, assessore alla pianificazione strategica, urbanistica e ambientale del Comune di Cagliari.

La prima parte della conferenza è stata dedicata all’esperienza locale “Cohubitare a Pirri”, con la presentazione delle attività sviluppate nello Spazio di Comunità Radica. Il confronto ha evidenziato il potenziale di riuso degli spazi urbani abbandonati o sottoutilizzati, che possono diventare luoghi di socialità e collaborazione attraverso progetti condivisi con la cittadinanza.

La seconda sessione, organizzata come tavola rotonda, ha messo in dialogo diverse realtà provenienti dalla Sardegna e dal resto d’Italia impegnate nello sviluppo di progetti di cohousing. Il confronto ha toccato temi centrali come i modelli organizzativi delle comunità abitative, la sostenibilità economica dei progetti e l’impatto sociale generato dalle esperienze di abitare collaborativo.

Laboratori e pratiche di comunità

Nel pomeriggio di sabato gli spazi tra La Vetreria e Radica si sono trasformati in un laboratorio diffuso aperto alla cittadinanza. Le attività proposte hanno coinvolto associazioni, gruppi informali e professionisti interessati a sperimentare pratiche collaborative legate alla cura dei luoghi.

Tra le iniziative organizzate, laboratori di facilitazione e co-progettazione degli spazi condivisi, percorsi di arte-terapia di comunità e attività dedicate alla creazione di cartografie sonore, strumenti creativi pensati per raccontare e interpretare il territorio attraverso l’ascolto e la partecipazione.

Queste esperienze hanno contribuito a rafforzare una rete di relazioni tra cittadini e realtà associative, creando un contesto fertile per la nascita di nuove iniziative legate all’abitare condiviso.

Muravera e l’esperienza del cohousing rurale

La seconda giornata del festival si è svolta nel territorio di Muravera, con la visita alla comunità di La Valle del Mirto, una delle esperienze di cohousing rurale attive in Sardegna.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere direttamente il funzionamento di questa realtà, accompagnati dagli abitanti della comunità. Durante la visita sono stati illustrati gli spazi privati e le aree comuni, insieme alle modalità organizzative che regolano la vita della comunità.

Il modello adottato si basa sulla condivisione di servizi, responsabilità e progettualità, elementi che permettono di costruire forme di convivenza più sostenibili e collaborative. L’esperienza di Muravera ha rappresentato così un momento concreto di confronto con una pratica già consolidata, capace di mostrare come l’abitare collaborativo possa tradursi in un progetto di vita condiviso.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to