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Cagliari, sequestro da milioni di euro nell’inchiesta antidroga: beni e società sotto chiave

25/03/2026

Cagliari, sequestro da milioni di euro nell’inchiesta antidroga: beni e società sotto chiave

Un sequestro patrimoniale che colpisce il cuore economico dell’inchiesta

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione a un decreto di sequestro finalizzato alla confisca emesso dal GIP del Tribunale di Cagliari nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico di sostanze stupefacenti che coinvolge cinque persone indagate a vario titolo. Il provvedimento si inserisce nel solco investigativo dell’operazione “Polo Ovest”, recentemente conclusa dall’Arma dei Carabinieri, e punta a colpire non soltanto l’eventuale struttura criminale sul piano operativo, ma anche la sua consistenza economica e patrimoniale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati sarebbero tra i principali organizzatori ed esecutori di un sodalizio criminale in grado di movimentare ingenti quantitativi di droga tra la Sardegna e il resto della Penisola. È proprio su questa capacità di generare e redistribuire risorse che si è concentrata una parte rilevante degli accertamenti successivi, sviluppati per individuare i beni accumulati nel tempo e verificare la compatibilità tra i patrimoni emersi e le fonti di reddito formalmente dichiarate.

Gli accertamenti sui beni e il sospetto di intestazioni fittizie

L’attività di approfondimento patrimoniale ha consentito di far emergere un quadro ritenuto dagli inquirenti particolarmente significativo. Secondo gli esiti delle verifiche, i soggetti coinvolti avrebbero accumulato notevoli ricchezze e realizzato forti investimenti, in un contesto che gli investigatori collegano direttamente ai proventi del presunto traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle indagini sarebbero state inoltre individuate persone che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero agito come prestanome, mettendo a disposizione il proprio nome per intestarsi formalmente beni mobili e immobili e contribuire così a mascherare la reale provenienza dei capitali accumulati. È un aspetto particolarmente rilevante nelle inchieste di questo tipo, perché segnala il tentativo di costruire una schermatura patrimoniale attorno a risorse considerate il frutto di attività criminali, rendendo più complessa l’individuazione dei reali titolari e la ricostruzione dei flussi economici.

Otto milioni di euro di giro d’affari e un patrimonio sotto sequestro

L’attività investigativa ha permesso di ricostruire un giro d’affari di circa 8 milioni di euro legato all’illecito commercio di droga. È su questa base che è stato disposto il sequestro di un patrimonio ampio e articolato, che comprende cinque immobili, dieci tra autoveicoli e motoveicoli, cinque società – una delle quali con sede legale all’estero – oltre a diversi terreni e dodici conti correnti.

Il dato quantitativo restituisce la dimensione economica dell’inchiesta e conferma quanto, nelle indagini contemporanee sul narcotraffico, il fronte patrimoniale sia considerato decisivo quanto quello penale. Colpire il patrimonio, infatti, significa interrompere la capacità di consolidare ricchezza, reinvestirla e trasformarla in uno strumento di radicamento e protezione.

Tra gli indagati anche un presunto fiancheggiatore dell’evasione di Marco Raduano

Tra i cinque indagati figura anche uno dei soggetti ritenuti coinvolti, come fiancheggiatore, nell’evasione di Marco Raduano dal carcere di Badu ’e Carros. Un elemento che aggiunge ulteriore peso al quadro investigativo delineato dagli inquirenti e che collega l’inchiesta non soltanto al traffico di stupefacenti, ma anche a relazioni criminali più ampie e strutturate.

Resta fermo che ci si trova nella fase delle indagini e che le contestazioni dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti. Il sequestro disposto dal GIP rappresenta però un passaggio di grande rilievo, perché fotografa un impianto accusatorio che attribuisce ai soggetti coinvolti non solo un ruolo operativo nel traffico di droga tra Sardegna e Penisola, ma anche la capacità di trasformare i proventi illeciti in investimenti, beni e disponibilità economiche distribuite su più livelli.

L’operazione condotta dalla DIA conferma ancora una volta che il contrasto alle organizzazioni dedite al narcotraffico passa anche, e in modo sempre più incisivo, dalla capacità di leggere i patrimoni, seguire il denaro e disarticolare le reti costruite per occultarne l’origine.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.