A Cagliari un confronto sulla comunicazione della salute tra università, AIRC e giornalismo scientifico
23/03/2026
La salute, quando entra nello spazio pubblico, smette di appartenere soltanto ai laboratori, agli ospedali o alle riviste specialistiche e diventa materia delicata di racconto, interpretazione, responsabilità. È dentro questa cornice che si colloca l’incontro “La comunicazione della salute”, in programma martedì 24 marzo alle 11:40 nell’Aula Specchi del Campus di Sa Duchessa, a Cagliari, promosso in collaborazione con AIRC nell’ambito del progetto AIRCampus. L’iniziativa si rivolge a studenti e studentesse e mette al centro un nodo che riguarda da vicino il presente: il modo in cui le notizie scientifiche vengono selezionate, tradotte, rese comprensibili e immesse nel dibattito pubblico.
L’appuntamento non ha il profilo di una semplice conferenza accademica. La composizione del panel suggerisce piuttosto un confronto tra competenze differenti, chiamate a misurarsi con lo stesso problema da angolazioni diverse. Interverranno Elisabetta Gola, prorettrice per la Comunicazione e l’immagine dell’Università degli Studi di Cagliari, Amedeo Columbano, consigliere del Comitato AIRC Sardegna e membro del Consiglio di indirizzo nazionale di AIRC, e Antonino Michienzi, giornalista scientifico. Per l’ateneo cagliaritano saranno presenti anche i docenti Emiliano Ilardi, Alessandro Lovari e Paolo Brescia, del corso di laurea in Scienze della comunicazione. La locandina del programma indica inoltre che Lovari e Ilardi modereranno l’incontro, mentre Brescia terrà un intervento dedicato alla costruzione dell’agenda nella health communication, accanto a quello di Michienzi sul percorso delle notizie di salute dai fatti alla pagina.
Informazione sanitaria e responsabilità pubblica
Il valore dell’incontro sta soprattutto nella scelta del tema. Parlare di comunicazione della salute significa affrontare un terreno nel quale precisione, chiarezza e responsabilità non possono essere trattate come elementi secondari. Una notizia sanitaria mal costruita, semplificata in modo improprio o diffusa senza contesto rischia di produrre disinformazione, allarmismi, false aspettative, sfiducia. All’opposto, una comunicazione rigorosa e accessibile può aiutare a orientare i cittadini, migliorare la comprensione dei temi scientifici e favorire un rapporto più maturo tra ricerca, media e società.
È interessante che questo confronto avvenga dentro un’università e coinvolga direttamente studenti e studentesse, cioè coloro che, in parte, saranno futuri professionisti della comunicazione, della ricerca o dell’informazione pubblica. In questo senso AIRCampus sembra muoversi lungo una direttrice precisa: avvicinare il mondo universitario ai grandi temi della ricerca oncologica e del racconto scientifico, costruendo occasioni nelle quali la formazione non resti confinata alla dimensione teorica, ma si apra al rapporto con il linguaggio, con la mediazione giornalistica e con la responsabilità civile del sapere.
AIRC4Youth, formazione alla ricerca e tesi sperimentali in ambito oncologico
L’incontro del 24 marzo si inserisce inoltre in un contesto più ampio, segnato dall’avvio dell’edizione 2026 di AIRC4Youth, percorso di formazione e orientamento alla ricerca rivolto ai laureandi dei corsi magistrali o a ciclo unico dell’area biomedica negli atenei che ospitano il programma AIRCampus, tra cui l’Università di Cagliari. L’iniziativa apre una possibilità concreta per gli studenti selezionati: lavorare a una tesi sperimentale in ambito oncologico frequentando un laboratorio sostenuto da Fondazione AIRC, nel proprio ateneo oppure in un’altra università della rete, per un periodo compreso tra sei e diciotto mesi.
Si tratta di un’opportunità che merita attenzione, perché mette in relazione formazione avanzata, esperienza diretta nei laboratori e possibilità di concorrere, una volta conseguita la laurea, al premio nazionale che AIRC assegnerà alla migliore tesi. La presenza di un’iniziativa del genere rafforza il senso dell’intero appuntamento cagliaritano: da una parte il racconto pubblico della salute, dall’altra la costruzione concreta di competenze e percorsi nella ricerca biomedica. Due piani distinti, ma profondamente collegati.
La locandina segnala anche che l’evento sarà disponibile in live streaming, elemento che amplia la platea potenziale e rende il confronto accessibile oltre i confini fisici dell’Aula Specchi. Per informazioni sulla partecipazione, il materiale diffuso indica i contatti dei docenti Emiliano Ilardi e Paolo Brescia.
A Cagliari, dunque, la comunicazione della salute viene proposta non come un tema accessorio, ma come uno spazio nel quale ricerca, istituzioni, università e giornalismo si incontrano per riflettere sulla qualità delle parole con cui una società racconta la malattia, la prevenzione, la cura e la scienza.